Agrumi Lucani
La coltivazione degli agrumi in
Basilicata ha una storia antica.
Ad introdurli furono gli Arabi: la
coltivazione si concentrò lungo i
fiumi Agri e Sinni per la presenza di
acqua.
Nel corso del tempo gli agricoltori
lucani hanno moltiplicato
direttamente molti ecotipi locali di
arancio, selezionando alcune varietà,
come il Biondo o Golden di Tursi, il
Biondo o Golden di Montalbano e,
soprattutto, l’Arancia Staccia di
Tursi e Montalbano.
Si tratta di cultivar
a polpa bionda e a maturazione
tardiva. Per questo aspetto, in passato
venivano collocate soprattutto nel
mercato campano per il consumo
fresco e, quando il raccolto era
abbondante, anche per la trasformazione
in succhi freschi.

Il minore interesse commerciale,
l’età degli impianti e la frammentazione
fondiaria hanno portato ad un
progressivo abbandono di queste
coltivazioni, a cui si vuole contrapporre
la valorizzazione delle varietà
locali, in particolare dell’Arancia
Staccia.
Si tratta di un’arancia di
grande pezzatura, dalla buccia spessa,
con pochi semi, a polpa bionda e
di forma schiacciata: prende infatti il
nome dalla pietra appiattita sinonimo
di un gioco pastorale.
La maturazione, come detto, è tardiva
ed il contenuto in succo
è elevato.

Le coste che si affacciano sulla costa ionica rappresentano una delle zone agrumicole più rilevanti di tutta l’Italia con favorevoli possibilità di estensione.
La zona infatti è costituita da un particolare clima mite e da terreni molto fertili molto indicati per la coltivazione degli agrumi.
In queste terre si coltivano principalmente clementine, mandarini, arance, pompelmi e tante altre pregiate varietà che danno la possibilità di avere un commercio sempre attivo tra i mesi di ottobre e aprile. Infatti la pregiata qualità degli agrumi lucani hanno riscontrato notevole entusiasmo nel campo commerciale.

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