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I dolci della Basilicata





La cucina della Basilicata è di origine agricola ed ancestrale e tutto ciò si rispecchia anche nella pasticcera.

Tra i dolci tipici della regione troviamo le frittelle dolci, semplici e genuine, i taralli, la cicirata, i panzerotti alla crema di ceci, che, ve lo assicuro, meritano un assaggio, la focaccia alla cannella, dolce veramente squisito, l’oss de mort, i bocconotti, biscotti con crema di amarena e, infine, i dolci di noci di Trecchina, reparati in modo artigianale, uniscono al dolce dello zucchero il gusto un po' amarognolo delle noci.

Il consumo dei dolci in Basilicata avviene soprattutto durante le festività. La regione risente comunque dell’eco della vicina Puglia e della Campania con cui ne condivide l’uso delle mandorle, del miele, del sanguinaccio e del cotto di fichi.

La presenza di dolci in Basilicata è rintracciabile sin dal III sec. a.c. L’uso dei biscoctum (cialda dura non sempre zuccherata) la si trova verso i primi anni dell’anno mille, non lievitata cotta due volte (da qui il nome bis–cotto).

In molti centri lucani durante le ceneri si preparavano i calzoni, piccoli panzerotti di sfoglia ripieni di ricotta zuccherata e profumata alla cannella, richiusi a semiluna.

I mustuaccioli lucani sono strettamente imparentati con le tradizioni delle vicine regioni. Panini fatti con il mosto cotto (Catone tramanda la sua ricetta nel De Agricoltura) erano aromatizzati con una foglia di lauro e venivano distribuiti nelle feste nuziali

A Natale si preparavano le cartellate e le pettole (palline o cucchiaiate informi di pasta lievitata fritta con o senza vin cotto). Entrambe queste specialità sono comuni alla vicina provincia di Bari con poche varianti in fatto di cottura e di condimento. I purceduzz sono gnochetti di pasta all’uovo tirati su tavoletta zigrinata fritti e conditi con miele e mandorle tritate o granelle dolci.

Le preparazioni pasquali non sono molto diverse da quelle natalizie. Si aggiungono sarcelle o pannarelle a forma di trecce chiuse a cerchio atte a richiamare l’idea di un paniere di dolci destinati soprattutto ai bambini (per le ragazzine si preparava la medesima pasta dolce ma a sagoma di bamboline contenenti l’uovo sodo).




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