Liquori Lucani
Le ricette dei liquori lucani, tramandate da generazione in generazione, non si sono perdute nel corso degli anni,
e sono oggi un patrimonio comune da preservare.
I primi documenti che
parlano di acquaviti aromatizzate con erbe e spezie risalgono “solo” al XIV
secolo.
Probabilmente l’uso deve
farsi risalire a qualche tempo prima, diffuso poi sempre più per opera dei
monaci, autori talvolta di ricette ancora oggi famose ed utilizzate.
Divenute popolari in Italia
e diffuse poi in Francia (XVI sec.), tramite Caterina de’ Medici, queste bevande
avevano però ancora un gusto decisamente amaro, perché realizzate solo con
distillati aromatizzati con essenze di erbe o di frutti.
Solo successivamente fu
aggiunto al composto miele e poi zucchero, dandogli un sapore simile agli
attuali liquori.
Dalla metà del XVI secolo
nacquero poi le prime distillerie private, che favorirono la produzione e la
diffusione di questi liquori in tutta Europa.
Tipici della Basilicata sono oltre al liquore di noci ed al liquore di cedro, anche il Fragolino.
Quest’ultimo è un liquore tradizionale preparato ancora oggi secondo ricette popolari, con l'utilizzo di frutta messa in infusione in alcool.
Molto noti sono poi la crema di limoncello e quella ottenuta lasciando in infusione le bucce delle arance.
Impossibile non citare poi tra i liquori tipici lucani l’Amaro Lucano che risale al 1894.
In tale anno, infatti, Pasquale Vena, proprietario dell'omonimo bar nel paesino di Pisticci,
diede vita ad un amaro, prodotto artigianalmente, seguendo una ricetta segreta.
Ancora oggi infatti dell'Amaro Lucano si conoscono solo le nove erbe base della preparazione, mentre rimane un segreto
l'elemento che ne caratterizza il gusto.
L'Amaro Lucano è, tra i liquori italiani, inconfondibile per il suo particolare gusto,
la sua comprovata genuinità e per l'assoluto rispetto delle tradizioni della terra natia.
Preparazione dei liquori
I liquori sono bevande
alcoliche preparate a caldo o a freddo, e cioè per digestione (infusione) o
distillazione, oppure miscelando oli essenziali, essenze e sostanze aromatiche
vegetali.
Tali bevande sono composte
di alcol, acqua, zucchero, con l’aggiunta di principi aromatici o amari,
semplici e composti, in proporzioni variabili a seconda dei tipi. In sintesi, il
liquore è una bevanda alcolica derivante da un alcol dolcificato e aromatizzato.
• I liquori preparati per
infusione sono ottenuti con una macerazione più o meno prolungata delle materie
prime o della sostanze aromatiche nell’alcol (30-40 giorni), a diverse
gradazioni a seconda dei principi aromatici e coloranti che si vogliono
estrarre.
• I liquori preparati per
distillazione ci permettono di ottenere una bevanda che abbia l’aroma delle
droghe infuse nell’alcol, ma che si presenta limpida e incolore perché
sottoposta a distillazione. Quindi mentre gli oli essenziali evaporano insieme
all’alcol e all’acqua, le altre sostanze, fra cui quelle coloranti, essendo
solide, restano nella caldaia.
• I liquori preparati per
miscelazione accorciano sensibilmente i tempi di lavorazione, presentando enormi
vantaggi dal punto di vista dei costi di produzione e della standardizzazione
della lavorazione. Poiché per estrarre con alcol i principi attivi di una droga
occorrono almeno 30 giorni e, nel caso che si voglia una bevanda limpida, essa
deve essere sottoposta anche a distillazione, per abbreviare i tempi e limitare
i costi si può procedere estraendo i principi attivi con metodi chimici o fisici
dalle droghe per poi miscelarli con alcol, acqua e zucchero.
Classificazione dei
liquori
I liquori si classificano,
in base al prodotto con cui vengono preparati, nelle seguenti categorie:
• liquori naturali: sono
bevande dal profumo e gusto ben definiti, che chiaramente indicano il prodotto
con il quale sono stati prodotti;
• liquori di fantasia: dal
profumo e sapore particolare, la cui denominazione non è legata alle sostanze
con le quali sono stati prodotti;
• creme: sono bevande
gradevoli e moderatamente alcoliche (da un minimo di 15°ad un massimo di 30°);
la denominazione “crema di” seguita dal frutto o della materia prima utilizzata
(fiori, erbe aromatiche, ecc.) è riservata ai liquori aventi un tenore minimo di
zuccheri di 300 g/l espresso in zucchero invertito. Queste bevande hanno quindi
un contenuto zuccherino molto elevato, risultano dolci al gusto e in esse
generalmente predomina un unico aroma. Sono impiegate generalmente nella
preparazione dei dessert o nella miscelazione dei cocktail.
Ulteriore classificazione è
quella riguardante la gradazione alcolica:
• liquori correnti: da 16°a
21°;
• liquori fini: da 21°a
28°;
• liquori extrafini: da
28°a 35°e più.
Gli amari
Amaro deriva dal latino
medievale amarum, la cui radice, am, significa “essere forte, stringere con
forza”. Gli amari (bitter in tedesco) sono il vanto della produzione
liquoristica italiana; essi presentano come caratteristica principale
l’armonizzazione dell’alcol etilico di origine agricola con il gusto di amaro,
cui si può aggiungere un’eventuale dolcificazione.
La quantità dell’alcol
etilico è molto variabile, potendo andare dal 20% circa a oltre il 40%. Nella
maggioranza dei casi e a seconda che si tratti di erbe, di radici medicinali, di
miscele di droghe e spezie, ecc., questi ingredienti sono sottoposti a infusione
in alcol, oppure una parte è distillata e l’altra messa successivamente in
infusione. Entrambi i prodotti vengono comunque addizionati con alcol etilico e,
in alcune formule, con sciroppo di zucchero. Lasciati a riposare, vengono
diluiti con acqua distillata per portare il prodotto finito alla gradazione
voluta.
Alcuni amari s’identificano con un ingrediente particolare che li
caratterizza, altri hanno un bouquet non definibile per l’insieme di essenze,
spezie, erbe in loro concentrati.
Alcuni di loro possono far parte di un gruppo e contemporaneamente avere
caratteristiche di un altro. Sono comunque per la maggior parte molto versatili,
in quanto possono essere proposti come amari digestivi, oppure come aperitivi,
oppure come dissetanti o ancora come bevande calde.
Una classificazione
possibile è la seguente:
- Amari digestivi
Sono quelli amari che per
la loro alta gradazione alcolica (intorno ai 40°), per le loro qualità e per la
mancanza assoluta della componente dolce sono indicati per il dopo pasto. Vanno
sempre serviti lisci e, per la loro alcolicità, in una quantità di prodotto pari
a 30 g.
- Amari intermedi
Sono degli amari che hanno
una gradazione alcolica media (intorno ai 30°), un gusto amaro e secco
pronunciato, alcune volte con una leggera vena dolce Sono degli amari versatili:
possono essere bevuti lisci, alcuni di loro con ghiaccio, altri possono essere
bevuti caldi con una buccia di limone. La quantità di servizio è di 40 g.
- Amari aperitivi
Sono quegli amari che hanno
una gradazione alcolica bassa (intorno ai 20°) e per le loro qualità sono
considerati più aperitivi che digestivi. Quando vengono serviti necessitano di
uno spruzzo di seltz che li allunga e li rende più stimolanti, e di una scorza o
fettina di limone o di arancia.
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